Gli ulivi pugliesi affondano le loro radici in un passato che risale all’epoca romana. Un esempio straordinario è il Monte Testaccio di Roma, una collina formata da milioni di cocci di anfore olearie, molte delle quali provenivano dai porti di Brindisi e Taranto. Una testimonianza concreta di quanto l’olio pugliese fosse centrale nel commercio dell’Impero.
Ancora oggi, alcuni ulivi secolari e millenari della Puglia – datati grazie a studi scientifici come dendrocronologia e radiocarbonio – superano i 2.000 anni di età, producendo olive già quando Roma era al culmine della sua grandezza.
Questi alberi monumentali non sono semplici piante: sono custodi di identità, memoria e cultura. Ogni tronco contorto e ogni chioma argentata raccontano la storia della tradizione olivicola pugliese. Prendersene cura significa preservare un patrimonio che appartiene a tutti.
Le cultivar pugliesi: il racconto della biodiversità
La ricchezza del paesaggio olivicolo pugliese si esprime attraverso cultivar uniche che hanno reso celebre l’olio extravergine di oliva pugliese nel mondo:
- Coratina – regina della Murgia e dell’area barese. Potente, intensa, ricca di polifenoli e con lunga conservabilità. Ideale per chi ama un olio Evo fruttato intenso.
- Ogliarola – tipica del Salento e del brindisino. Delicata ed equilibrata, con note morbide che avvolgono il palato.
- Leccino – introdotta più di recente, è oggi diffusa in tutta la Puglia. Meno intensa della Coratina, ma apprezzata per versatilità e costanza produttiva.
Insieme, queste cultivar disegnano l’identità del territorio e raccontano l’anima di ogni ulivo pugliese: forza, armonia e praticità.
Ulivi e tradizioni popolari
Gli ulivi secolari pugliesi non erano considerati solo alberi da frutto, ma veri simboli sacri. Nelle comunità rurali si credeva che toccarne le radici portasse protezione e abbondanza.
Ancora oggi, in borghi del Salento e della Valle d’Itria, si celebrano feste e rituali all’ombra di questi giganti verdi. Tra gli eventi più sentiti c’è la Festa dell’Olio Novello di Sannicandro di Bari, dove l’olio appena estratto viene degustato e condiviso come segno di gratitudine per il raccolto e di coesione sociale.
La cura degli ulivi: un impegno collettivo
La tutela degli ulivi pugliesi millenari non è solo compito dei produttori: è una responsabilità condivisa. Passeggiare tra gli uliveti monumentali, partecipare alle celebrazioni dell’olio novello, promuovere l’adozione simbolica di un ulivo sono piccoli gesti che mantengono vivo l’amore per questi alberi straordinari.
Proteggere un ulivo secolare pugliese significa garantire continuità a una storia che dura da millenni e valorizzare una delle eccellenze agricole e culturali più importanti d’Italia.